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Porto Recanati, Loreto, Recanati: tra natura, storia, cristianità e poesia

PORTO RECANATI, LORETO, RECANATI: tra mare, storia, cristianità e poesia.

Chi visita Le Marche si accorge subito che in questa regione “di mezzo” può trovare i classici tratti che rappresentano l’Italia in generale: il mare anzi tutto, la collina, l’arte e la poesia.

Vogliamo soffermarci oggi in una parte di territorio, quello compreso tra Loreto, Recanati e Porto Recanati, comuni tra il maceratese e l’anconetano. Chi sceglie di passare le vacanze estive a Porto Recanati deve sapere che non troverà solo una cittadina di mare. Troverà anche, a pochi chilometri di distanza, due cittadine (Loreto e Recanati) che hanno nel loro piccolo, tesori da gustare anche dal punto di vista architettonico, artistico e religioso.

Iniziamo quindi il nostro viaggio per le vie del centro storico di Recanati. Consigliamo di partire con la nostra visita anzi tutto da piazza Leopardi e il palazzo Comunale. Al centro della piazza troviamo il monumento dedicato al poeta Giacomo Leopardi di Giorgio Panichi. Inoltre troviamo la Torre del Borgo (torre ghibellina). All’interno del palazzo comunale possiamo visitare il Museo dedicato al tenore Beniamino Gigli, dove sono conservati abiti di scena, documenti e dischi del tenore recanatese. Si prosegue a piedi, nelle vie del centro, per raggiungere palazzo Leopardi, visitabile all’interno (da sottolineare la splendida biblioteca). Il palazzo si affaccia sulla caratteristica piazzetta del Sabato del Villaggio dove si trova la chiesa Santa Maria in Montemorello. Sempre proseguendo la nostra passeggiata possiamo continuare fino a raggiungere il Colle dell’Infinito, sulla sommità del monte Tabor. Da qui si può godere dello splendido panorama che si apre verso occidente che ispirò il nostro Poeta. Nel cortile del chiostro di Sant’Agostino si trova la famosa Torre del Passero Solitario. Diciamo che visitando anche oggi Recanati riusciamo a respirare l’aria del borgo che ci ha trasmesso Leopardi. Le campagne sono splendide intorno al paese arroccato tra le sue mura. Oggi Recanati vive anche di industria, tessile, elettronica e musicale. Naturalmente lasciamo al turista di munirsi delle specifiche guide turistiche della città per scoprire chiese, affreschi, dipinti e monumenti che ornano questo eterno paese.

Scendendo verso valle, a pochi chilometri di distanza troviamo la città di Loreto. La città Mariana, naturalmente, è il primo appellativo che ci viene in mente. Cittadina arroccata anch’essa come Recanati, imponenti le sue mura di cinta. Secondo la tradizione cattolica gli Angeli riuscirono a trasportare, dopo altre “pericolose” tappe, la piccola casa della Santa Vergine, dove visse con Giuseppe e Gesù a Nazaret in Palestina, in un libero territorio a metà strada da Recanati al suo mare. Scelsero proprio questo “libero territorio” perché sembrava il più adatto tra quelli prescelti in precedenza e, trovandosi in una collina coperta di lauri, dal latino laurus, la cittadina prese il nome di Lauretum, oggi Loreto. La “Traslazione della Santa Casa” avvenne, secondo tradizione, verso la fine del 1200. E’ viva, ancor oggi, la tradizione di accendere fuochi (focaracci o fugarò della venuta), a seconda dei paesi marchigiani, tra l’8 e il 10 dicembre. I fuochi servivano a segnalare la strada agli angeli.

Non è facile trovare un nesso tra mito e storia. Esami scientifici hanno dimostrato che probabilmente i materiali utilizzati per costruire la Santa Casa fossero in effetti di origine orientale. Volendo accettare la data della “venuta” della Santa Casa, dicembre 1294, possiamo sottolineare che, storicamente, in quel periodo il Papa vigente era Celestino V. Il Papa non fu mai presente a Roma, dove era sostituito dal Vicario Papale, il Vescovo Salvo di Recanati. Questo potrebbe essere il motivo per cui le Sante Reliquie vennero trasportate proprio vicino a Recanati nelle Marche.

Dagli inizi del 1300 inizia a crescere il piccolo borgo (sotto la giurisdizione di Recanati) Villa Laureti. Si costruirono anche le mura fortificate, con quattro torrioni. Si sentiva il bisogno di proteggere il borgo perché, visto l’aumentare delle visite dei pellegrini, e con esse regali in monete e preziosi, non vennero a mancare le scorribande dei predoni. Nella seconda metà del 1400 il papato decise ancora di fortificare le mura che proteggevano Villa Laureti, visti i numerosi attacchi dei turchi, che riuscirono a sbarcare, dopo alcuni tentativi, a Porto Recanati e in altri comuni della costa adriatica. Intorno al 1500 Villa Laureti venne elevata a parrocchia e fu costruito perfino un ospedale. Nel 1586 da borgo, Loreto venne proclamata città. In seguito venne saccheggiata del suo tesoro, messo in parte in salvo, dall’esercito napoleonico, nel 1797. napoleone confiscò anche la statua della Madonna. Venne subito sostituita con una copia fedele all’originale, ma già nel 1801 ritornò in patria l’originale. Nel 1921 un incendio divampata all’interno della Basilica, incenerì la statua. Papa Pio XI ne ordinò immediatamente una copia modellata da Enrico Quattrini, eseguita e dipinta da Leopoldo Celani nel 1922.

Ci siamo un po’ dilungati sulla storia del Comune di Loreto, ma abbiamo ritenuto interessanti le vicissitudini della Città Mariana. Ora ci apprestiamo a fare il nostro “giro” virtuale della cittadina. Loreto si erge su una sommità collinare, accedere al centro è molto semplice dagli ampi parcheggi preposti, per poi proseguire a piedi verso il centro.

Ci troviamo subito nell’ampia piazza della Basilica: imponente la facciata, in stile gotico rinascimentale. I lavori di costruzione iniziarono dopo la seconda metà del 1400 per terminare intorno alla metà del 1700. I migliori architetti e artisti del tempo hanno contribuito alla costruzione e alla decorazione della stessa. Possiamo citare Giuliano da Sangallo (cupola), il Vanvitelli (campanile), il Bramante; per quanto riguarda gli affreschi e le decorazioni Zuccari, Melozzo da Forlì, Luca Signorelli, il Pomarancio. Da visitare il palazzo apostolico che cinge la piazza, mentre al centro della stessa troviamo la barocca fontana Maggiore. Il monumento di Papa Sisto V è del Calcagni, in collaborazione con Vergelli.

Da visitare anche il palazzo del comune, l’acquedotto degli archi (1600 circa), le mure di difesa, Porta Romana, Porta Marina, piazza Leopardi (piazza dei Galli) con annessa fontana (inizi 1600), il cimitero polacco, la Scala Santa, il Museo Storico Aeronautico.

Scendendo ancora a valle ci troviamo a Porto Recanati, città balneare, completamente pianeggiante, basata storicamente sulla pesca e sull’agricoltura, oggi presenta anche aziende industriali di buon livello. Purtroppo non possiede un vero e proprio porto, nella zona sud ai confini con Porto Potenza Picena, però troviamo i laghetti, una piccola baia con sbocco sul mare, dove si possono ormeggiare piccole imbarcazioni da pesca e turismo. Da sottolineare che verso gli anni 50 era presente anche un cantiere navale (della famiglia Gardano).

Probabilmente il fiore all’occhiello di Porto Recanati è il lungomare, chiuso sempre al traffico. Due chilometri di passeggiata (zona centrale), che si estendono a sud verso la pineta (oltre la foce del fiume Potenza), a nord verso la litoranea che conduce fino al monte Conero, oltrepassando la foce del fiume Musone.

Porto Recanati, come meta turistica, è adatta a qualsiasi pubblico: giovanile e familiare. La città a dire il vero, possiede pochi alberghi; solitamente, per la vacanza, vengono scelte abitazioni propriamente estive oppure campeggi. Al centro troviamo inoltre numerose aree verdi e ben attrezzate. Da visitare il Museo dal Mare (organizzato dall’Associazione Pescatori), la piccola esposizione della Civiltà Marinara (organizzata dall’Ente Palio Storico), il sito archeologico di Potentia, la Torre Sveva. Da non perdere i fuochi di ferragosto, spettacolari sul mare, e il palio degli sciabbegotti, con gli spettacoli, le sfilate e i giochi che si svolgono solitamente nella settimana successiva a ferragosto.

Storicamente il borgo di Porto Recanati nasce come sfogo sul mare del Comune di Recanati. Troviamo tracce di vita già dal XIV sec. a.C., ma è con la colonia romana di Potentia (II sec. a.C.) che la zona prende vita soprattutto dal punto di vista economico.

Da sempre zona di confine, il territorio subì spesso cambi di potere. Di conseguenza le popolazioni preferirono spingersi verso l’interno collinare (le attuali zone di Potenza Picena, Montarice).

Tra il 1200 e il 1350 vennero eretti il Castello del Porto e il porto stesso. Il porto commerciale ebbe vita breve comunque, e proprio gli storici problemi politico-amministrativi di questa zona di confine fecero si che Porto Recanati non ebbe mai un porto.

La caratteristica imbarcazione da pesca, simbolo di Porto Recanati, è la lancetta piccola imbarcazione a vela.

Con questo breve articolo abbiamo avuto il piacere di presentare (in breve) tre piccoli centri tra il maceratese e l’anconetano, meta di migliaia di turisti italiani e stranieri. Le bellezze naturali, l’intreccio tra storia, poesia e cristianità, rendono questa piccola porzione della Regione Marche una delle più interessanti zone da visitare del centro Italia, anche avendo pochi giorni a disposizione. Consigliamo di visitare le nostre zone non solo nel periodo prettamente estivo, ma anche da primavera fino ad inizio autunno.

 

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